Cosa spetta, a chi va chiesto, entro quando e con quali documenti. Mi occupo di mettere ordine in questo percorso e di seguirlo fino in fondo, misura per misura.
Consulenza professionale a pagamento. Da remoto in tutta l'isola, a domicilio nell'area di Cagliari.
Quasi nessuno arriva con una domanda precisa. Si arriva con una situazione: qualcosa è cambiato in casa, e non si sa da che parte prenderla. Queste sono le condizioni che incontro più spesso — e se ti riconosci in una di esse, non è per disattenzione tua: il sistema è fatto in modo che sia difficile orientarsi.
Dopo una diagnosi, un peggioramento o un ricovero, ci si accorge che esistono contributi e prestazioni — ma non quali riguardino davvero la vostra situazione, né in che ordine vadano affrontati.
Il punto di partenza è capire cosa spetta.L'ospedale dimette, e a casa manca tutto: il letto, l'assistenza, l'organizzazione delle giornate. Le decisioni si prendono di corsa, e proprio per questo spesso si prendono male.
Prepararsi prima cambia il risultato.Trovata la badante, comincia la parte che nessuno spiega: il contratto, la busta paga, i contributi, le ferie. Molte famiglie restano nell'irregolarità senza volerlo, semplicemente perché non sanno come si fa.
Assumere in regola è più semplice di quanto sembri.Ottenere una misura è solo il primo passo. Poi arrivano i documenti di spesa, i rinnovi, le certificazioni da aggiornare: è qui che le famiglie, da sole, si bloccano — e un contributo può ridursi o fermarsi.
Gli adempimenti vanno presidiati nel tempo.Le spese di assistenza pesano ogni mese, ma una parte di ciò che si potrebbe far valere — a rimborso o in dichiarazione — resta indietro, perché non è stata documentata nel modo giusto o al momento giusto.
Quello che spetta va chiesto per intero.È stata respinta, oppure è stato riconosciuto un grado che non corrisponde alla condizione reale della persona. Succede più spesso di quanto si pensi, e non sempre è la parola definitiva.
Di solito qualche strada resta.I bandi aprono e chiudono in finestre brevi, i rinnovi hanno termini propri, e nessuno avvisa la famiglia. Un'occasione persa può voler dire aspettare l'annualità successiva.
Il calendario va tenuto da qualcuno.Un familiare si è preso tutto sulle spalle — la cura, le pratiche, il lavoro — e la burocrazia diventa il peso di troppo, quello che toglie tempo ed energie a ciò che conta davvero.
Delegare la parte amministrativa è legittimo.Trovo utile dirlo con chiarezza, perché molte famiglie arrivano con la sensazione di essere state disattente. Quasi sempre non è così. Ci sono tre ragioni strutturali per cui questo percorso è faticoso anche per chi lo affronta con attenzione.
Programmi regionali, prestazioni nazionali e agevolazioni fiscali hanno enti, moduli e calendari propri. Nessuno di questi soggetti ha il compito di guardare l'insieme della tua situazione.
La domanda è la parte visibile. La maggior parte delle difficoltà nasce invece dagli adempimenti successivi: documentazione incompleta, certificazioni da aggiornare, rendicontazioni irregolari.
Importi, requisiti e finestre di presentazione vengono ridefiniti a ogni annualità. Un'informazione corretta due anni fa può essere superata oggi, e in rete resta in circolazione a lungo.
La difficoltà più comune non è compilare un modulo: è presentare una domanda senza avere prima il quadro completo, e accorgersi dopo di aver lasciato indietro qualcosa a cui si aveva diritto.
La condizione di salute, la situazione familiare, ciò che è già stato ottenuto e ciò che non è mai stato chiesto.
Quali strumenti sono compatibili con la situazione, quali si escludono a vicenda, quali conviene attivare per primi.
I documenti sanitari e amministrativi che servono davvero, raccolti prima delle valutazioni e delle scadenze.
Presentazione, rapporti con gli enti e adempimenti successivi, fino all'ottenimento del sostegno e alla sua gestione ordinaria.
Ogni misura ha la sua guida, aggiornata all'ultimo atto in vigore. Se non sai da quale partire, è esattamente il motivo per cui esiste la consulenza iniziale.
Il contributo della Regione Sardegna per l'assistenza al domicilio: requisiti, livelli e presentazione della domanda.
Vai alla guida → Prestazione INPSIl programma INPS rivolto a dipendenti e pensionati pubblici e ai loro familiari non autosufficienti.
Vai alla guida → Bando regionaleIl buono servizio per la non autosufficienza finanziato con i fondi europei: chi può chiederlo e come si rendiconta.
Vai alla guida → RiconoscimentiIl percorso di riconoscimento, dalla documentazione sanitaria alla domanda, fino all'esito.
Vai alla guida → Lavoro domesticoAssunzione a norma di contratto, buste paga, contributi e adempimenti: la gestione del lavoro di cura.
Vai alla guida → FiscoChe cosa si può recuperare in dichiarazione per le spese di assistenza e per il personale domestico.
Vai alla guida → Novità normativeChe cosa cambia nella valutazione e nel progetto di vita, e con quale calendario di applicazione.
Vai alla guida → Programma regionaleLa misura regionale a sostegno delle persone non autosufficienti e di chi se ne prende cura.
Vai alla guida → Chi assisteIl percorso visto dal lato di chi assiste: da dove si parte, in che ordine, e cosa cambia con una badante in casa.
Vai alla guida → AnalisiApprofondimenti con dati e fonti ufficiali su come funzionano davvero le misure di welfare in Sardegna.
Leggi le analisi →Le famiglie che seguo hanno quasi sempre lo stesso problema di partenza: le informazioni esistono, ma sono distribuite fra enti diversi, e ciascuno risponde soltanto del proprio pezzo. Il mio lavoro è tenere insieme quel quadro e portarlo avanti nel tempo.
Sono assistente sociale libero professionista e il mio studio integra patronato e CAF: previdenza, fisco e welfare si trattano così dentro lo stesso percorso. Quando la strada giusta è una domanda all'INPS, la seguo fino alla domanda; quando è un contratto di lavoro domestico, gestisco il contratto e ciò che ne segue ogni mese.
Il servizio è disponibile in tutta la Sardegna da remoto, e a domicilio nell'area di Cagliari. È una consulenza professionale a pagamento, con un preventivo concordato prima di iniziare.
Non serve avere già le idee chiare né i documenti in ordine: quello è il lavoro che facciamo insieme. Serve solo il quadro di partenza.
Il servizio sociale professionale del Comune resta titolare dei progetti assistenziali di competenza pubblica; la consulenza privata affianca la famiglia negli adempimenti e nella scelta degli strumenti.