Ritornare a casa, quindici anni dopo: quante persone e quante risorse (2011-2025)
Ricordo il «Ritornare a casa» quando arrivò: il RAC era ancora una cosa nuova. Quindici anni dopo, quella cosa nuova è un sistema che in Sardegna sostiene migliaia di persone. Ho ricostruito dagli atti ufficiali quante persone ha aiutato e con quante risorse, dal 2011 al 2025, fino al RAC PLUS.
Le mie prime relazioni le scrissi proprio sui progetti «Ritornare a casa», mentre imparavo a fare le mie prime visite domiciliari. In Sardegna, in quel periodo, la novità erano gli stessi Punti Unici di Accesso: un modo diverso e più integrato di mettere a terra il welfare sardo, con le sue prestazioni e i suoi servizi.
Imparai, bene o male, a stare dentro un'amministrazione pubblica: a coglierne le logiche, il posizionamento, il portato etico — e, mi si passi la parola, ontologico — della professione. Quel lavoro era il welfare regionale nella sua forma concreta: la collaborazione quotidiana con i servizi territoriali, con i colleghi e le colleghe. È stato, per me, il modo migliore di capire che aspetto ha davvero la realtà socio-sanitaria di un territorio.
Oggi guardo quello stesso mondo dall'altra parte del tavolo, da libero professionista, accanto alle famiglie. Questo articolo non nasce dalla mia casistica — nasce da una ricostruzione, delibera per delibera, dei documenti ufficiali della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. I numeri che seguono sono quelli, con i loro limiti dichiarati e i loro buchi lasciati vuoti.
So bene che è un esercizio quasi paradossale: ripercorrere un pezzo della mia biografia professionale attraverso atti freddi — determinazioni, impegni di spesa, conteggi di progetti. Quei numeri non riflettono la complessità delle persone che stanno dietro ciascun progetto, né la complessità assistenziale che un professionista incontra e prova a governare. Dietro la necessità economica di una famiglia c'è sempre una necessità umana e relazionale, che ha lo stesso valore. È accanto a entrambe che oggi cerco di stare — ed è una cosa che nessun atto di spesa saprà mai contare.
1.Cosa è «Ritornare a casa» (e cosa mi sono chiesto)
È una politica regionale che sostiene la permanenza al domicilio, o il rientro dalla residenzialità, di persone non autosufficienti e a rischio di istituzionalizzazione. Lo strumento è il progetto personalizzato, finanziato con risorse regionali e nazionali e realizzato attraverso i Comuni e i servizi sociosanitari. Qui non spiego requisiti e domanda: per quello c'è la guida pratica al Ritornare a Casa Plus. Qui provo a rispondere a due domande più semplici, e più difficili: quante persone ha sostenuto, e con quante risorse, in quindici anni.
Una nota di metodo. Ho usato soltanto atti istituzionali — delibere di Giunta, determinazioni, rapporti di gestione, relazioni tecnico-finanziarie — della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. Niente articoli di stampa, niente stime.
2.Tre fasi, non una linea continua
I quindici anni non sono un'unica serie omogenea: sono tre fasi, e a ogni passaggio cambiano le regole e i documenti disponibili.
- 2011-2016 — gestione regionale. Il programma è leggibile: tabelle regionali che accostano, nello stesso punto, numero di progetti e risorse.
- 2017-2020 — decentramento. Dal 1° gennaio 2017 la gestione dei singoli progetti passa agli enti locali. Gli atti finanziari restano, ma diventano rare le tabelle uniche che legano le persone alla spesa finale.
- 2021-2025 — RAC PLUS. La deliberazione di Giunta n. 63/12 dell'11 dicembre 2020 unifica il vecchio RAC e gli interventi per la disabilità gravissima in livelli assistenziali comuni, affida la gestione agli Ambiti PLUS e adotta il sistema informativo regionale SISAR.
Questa cesura impedisce di trattare l'intero periodo come una statistica perfettamente confrontabile.
3.Quante persone, anno per anno
Negli atti la persona assistita è quasi sempre rappresentata da un progetto o piano individuale. Con questa avvertenza, ecco l'andamento: da 1.250 persone nel 2011 a circa 5.500 nel 2024.
Persone e progetti finanziati, 2011-2025
Non tutti i numeri sono la stessa cosa: leggi la legenda
Fonte: elaborazione su atti della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. La linea del 2014-2015 coincide (2.767): stesso dato, con un refuso di intestazione dichiarato nella fonte.
Il verde più chiaro segnala i numeri da leggere con prudenza. Il 2017 e il 2021 sono conteggi al 31 dicembre: i progetti attivi in quel giorno, non tutte le persone passate nell'anno. Il 2020 è un minimo documentato (almeno 3.608 progetti in continuità; la fonte cita nuovi progetti ma non li quantifica). Il 2016, il 2023 e il 2024 la fonte stessa li dà con «circa» o «più di».
4.Quante risorse (e cosa significa «spesa»)
Le risorse pubblicate crescono da 18,1 milioni nel 2011 a circa 62 milioni nel 2024. Qui però serve un'avvertenza in più: la cifra che si trova negli atti non è sempre dello stesso tipo. Un anno è il valore complessivo dei progetti, un altro è quanto la Regione ha impegnato o trasferito ai Comuni. Sono grandezze diverse, e non si confrontano alla leggera.
Risorse del programma, 2011-2025
Importo principale pubblicato per anno, in milioni di euro
Il 2017 è un insieme di impegni di perimetro misto; il 2025 è un'annualità finanziaria ancora incompleta. Nessuno dei due va letto come consuntivo dei progetti.
5.Quanto, in media, per persona
Solo negli anni in cui persone e importi si abbinano davvero ho calcolato una media. Ne esce una linea quasi piatta, che poi scende.
Importo medio per persona, dove è calcolabile
«n.c.» = media non calcolabile, perché le fonti di quell'anno non sono abbinabili
Media = importo principale diviso per le persone, solo negli anni con grandezze abbinabili. Il 2024 è approssimato dalla fonte.
Fino al 2016 la media resta stabile, tra i 14 e i 16 mila euro per progetto. Poi scende: circa 13,1 mila nel 2018, circa 13,2 mila nel 2022, circa 11,3 mila nel 2024. La lettura più semplice è anche la più probabile: la platea cresce e, insieme, entrano progetti mediamente meno consistenti sul piano economico, così l'importo medio per persona si abbassa. È un indicatore descrittivo, non un giudizio sulla qualità dell'assistenza: un progetto più «leggero» può bastare a chi ha bisogni minori.
6.Cosa cambia davvero con RAC PLUS
La riforma del 2020-2021 fa tre cose insieme:
- Integra due mondi prima separati — il RAC e gli interventi per la disabilità gravissima — riordinandoli in livelli assistenziali comuni.
- Sposta la gestione dai singoli Comuni agli Ambiti PLUS, per una ragione dichiarata negli atti: la frammentazione comunale lasciava alcuni territori con avanzi e altri con risorse insufficienti, senza un modo per riequilibrarli. L'ambito allarga il bacino di compensazione.
- Mette al centro un sistema informativo unico, il SISAR, per la rilevazione dei progetti.
Da qui una conseguenza che cambia il modo di leggere la crescita post-2021. Quando si passa dai 3.850 progetti ricostruiti nel 2022 agli oltre 5.000 del 2023 e ai circa 5.500 del 2024, una parte è nuova presa in carico e una parte è ricomposizione: persone che prima venivano contate in una misura distinta rientrano ora nello stesso perimetro. Con gli atti disponibili le due componenti non si possono separare, e attribuire tutta la crescita a nuovi ingressi sarebbe scorretto. La capacità di sostegno è aumentata davvero; ma il salto statistico è, in parte, un effetto della riforma.
7.Cosa gli atti non dicono
Un lavoro onesto dichiara i propri limiti prima che glieli facciano notare. Sul numero delle persone restano due buchi veri (2019 e 2025), un minimo (2020) e due conteggi fatti al 31 dicembre (2017 e 2021), che fotografano i progetti attivi in quel giorno e non tutte le persone dell'anno. Ho scelto di mostrarli così, invece di uniformarli.
Poi ci sono le piccole incongruenze delle fonti stesse, che ho tenuto in evidenza anziché lisciare:
- nel 2013 la delibera e il rapporto di gestione danno coppie di numeri diverse, perché descrivono fasi amministrative diverse (piani ammessi dalla commissione contro finanziamento deliberato);
- nel 2015 una tabella porta l'intestazione «2014» su dati che il testo riferisce al 2015: un refuso, dichiarato;
- nel 2018 il monitoraggio dedicato conta 3.273 utenti, il rapporto di gestione successivo 3.290 progetti: 17 unità di scarto, conservate;
- nel 2019 e nel 2020 due totali finanziari ufficiali non tornano al centesimo con la somma delle loro componenti (scarti di 0,07 € e di 6.480 €): ho tenuto il totale stampato e annotato la differenza.
Infine, cosa questo lavoro non misura: esiti di salute, qualità dell'assistenza, durata effettiva dei progetti, distribuzione per Ambito PLUS, età e patologie. Non perché non contino — contano moltissimo — ma perché non sono pubblicati in modo omogeneo su quindici anni, e perché la mia domanda era volutamente più modesta: quante persone, e con quante risorse.
8.La serie completa e qualche conclusione
| Anno | Persone / progetti | Importo principale | Media, se calcolabile |
|---|---|---|---|
| 2011 | 1.250 | € 18,07 mln | € 14.455 |
| 2012 | 1.541 | € 24,76 mln | € 16.065 |
| 2013 | 2.014 | € 32,77 mln | € 16.272 |
| 2014 | 2.767 | € 40,52 mln | € 14.643 |
| 2015 | 2.767 | € 40,23 mln | € 14.538 |
| 2016 | ~3.389 | ~€ 49,52 mln | ~€ 14.613 |
| 2017 | 3.005 (al 31/12) | € 24,48 mln (perimetro misto) | — |
| 2018 | 3.273 | € 42,83 mln | € 13.085 |
| 2019 | non pubblicato | € 43,65 mln | — |
| 2020 | ≥ 3.608 | € 56,98 mln | — |
| 2021 | 2.924 (al 31/12) | € 53,02 mln | — |
| 2022 | 3.850 | ~€ 51 mln | ~€ 13.247 |
| 2023 | > 5.000 | € 61,67 mln | — |
| 2024 | ~5.500 | ~€ 62 mln | ~€ 11.273 |
| 2025 | non pubblicato | € 38,8 mln (incompleto) | — |
In quindici anni «Ritornare a casa» passa da programma regionale con 1.250 piani e 18 milioni a sistema d'ambito che nel 2024 sostiene circa 5.500 persone con progetti stimati intorno ai 62 milioni. La crescita quantitativa è netta. Ma la trasformazione più importante è istituzionale, non numerica: dal 2021 il programma integra interventi prima separati e sposta verso gli Ambiti PLUS la capacità di programmare e di compensare tra territori.
C'è una lezione sommessa, in questi numeri: la trasparenza non dipende solo dal pubblicare gli atti, ma dal pubblicarli con definizioni stabili — le stesse persone, le stesse annualità, le stesse fasi contabili. Quando accade, come nel 2018, nel 2022 e nel 2024, il rapporto tra utenza e risorse si legge con chiarezza. Quando gli atti offrono solo rinnovi, o una singola liquidazione, un totale apparente è più comodo ma meno vero.
E poi, sotto le barre dei grafici, resta quell'aria dei Punti Unici di Accesso di quindici anni fa. Le persone dietro i 5.500 progetti del 2024 sono, in fondo, le stesse che incontravo alle mie prime visite domiciliari: qualcuno che desidera, semplicemente, restare a casa propria.
Ti riguarda un progetto Ritornare a Casa Plus?
Se vuoi capire requisiti, livelli assistenziali e come si presenta la domanda, ho scritto una guida pratica, aggiornata alla delibera in vigore.
I dati provengono esclusivamente da delibere, determinazioni, rapporti di gestione e relazioni tecnico-finanziarie della Regione autonoma della Sardegna e del Consiglio regionale, con copie locali e verifica puntuale delle fonti. Le annualità 2019 e 2025 restano senza un totale delle persone perché non l'ho trovato pubblicato. Nella raccolta, nella lettura e nell'organizzazione dei dati da queste fonti mi sono avvalso di strumenti di intelligenza artificiale; la scelta delle fonti, i controlli di coerenza e l'interpretazione sono miei e restano sotto la mia responsabilità. Ricostruzione aggiornata a luglio 2026.