Dott. Picconi
Osservatorio

Ritornare a casa, quindici anni dopo: quante persone e quante risorse (2011-2025)

Pubblicato il 25 Luglio 2026 schedule 1 min lettura

Ricordo il «Ritornare a casa» quando arrivò: il RAC era ancora una cosa nuova. Quindici anni dopo, quella cosa nuova è un sistema che in Sardegna sostiene migliaia di persone. Ho ricostruito dagli atti ufficiali quante persone ha aiutato e con quante risorse, dal 2011 al 2025, fino al RAC PLUS.

Le mie prime relazioni le scrissi proprio sui progetti «Ritornare a casa», mentre imparavo a fare le mie prime visite domiciliari. In Sardegna, in quel periodo, la novità erano gli stessi Punti Unici di Accesso: un modo diverso e più integrato di mettere a terra il welfare sardo, con le sue prestazioni e i suoi servizi.

Imparai, bene o male, a stare dentro un'amministrazione pubblica: a coglierne le logiche, il posizionamento, il portato etico — e, mi si passi la parola, ontologico — della professione. Quel lavoro era il welfare regionale nella sua forma concreta: la collaborazione quotidiana con i servizi territoriali, con i colleghi e le colleghe. È stato, per me, il modo migliore di capire che aspetto ha davvero la realtà socio-sanitaria di un territorio.

Oggi guardo quello stesso mondo dall'altra parte del tavolo, da libero professionista, accanto alle famiglie. Questo articolo non nasce dalla mia casistica — nasce da una ricostruzione, delibera per delibera, dei documenti ufficiali della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. I numeri che seguono sono quelli, con i loro limiti dichiarati e i loro buchi lasciati vuoti.

So bene che è un esercizio quasi paradossale: ripercorrere un pezzo della mia biografia professionale attraverso atti freddi — determinazioni, impegni di spesa, conteggi di progetti. Quei numeri non riflettono la complessità delle persone che stanno dietro ciascun progetto, né la complessità assistenziale che un professionista incontra e prova a governare. Dietro la necessità economica di una famiglia c'è sempre una necessità umana e relazionale, che ha lo stesso valore. È accanto a entrambe che oggi cerco di stare — ed è una cosa che nessun atto di spesa saprà mai contare.

1.Cosa è «Ritornare a casa» (e cosa mi sono chiesto)

È una politica regionale che sostiene la permanenza al domicilio, o il rientro dalla residenzialità, di persone non autosufficienti e a rischio di istituzionalizzazione. Lo strumento è il progetto personalizzato, finanziato con risorse regionali e nazionali e realizzato attraverso i Comuni e i servizi sociosanitari. Qui non spiego requisiti e domanda: per quello c'è la guida pratica al Ritornare a Casa Plus. Qui provo a rispondere a due domande più semplici, e più difficili: quante persone ha sostenuto, e con quante risorse, in quindici anni.

Una nota di metodo. Ho usato soltanto atti istituzionali — delibere di Giunta, determinazioni, rapporti di gestione, relazioni tecnico-finanziarie — della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. Niente articoli di stampa, niente stime.

2.Tre fasi, non una linea continua

I quindici anni non sono un'unica serie omogenea: sono tre fasi, e a ogni passaggio cambiano le regole e i documenti disponibili.

  • 2011-2016 — gestione regionale. Il programma è leggibile: tabelle regionali che accostano, nello stesso punto, numero di progetti e risorse.
  • 2017-2020 — decentramento. Dal 1° gennaio 2017 la gestione dei singoli progetti passa agli enti locali. Gli atti finanziari restano, ma diventano rare le tabelle uniche che legano le persone alla spesa finale.
  • 2021-2025 — RAC PLUS. La deliberazione di Giunta n. 63/12 dell'11 dicembre 2020 unifica il vecchio RAC e gli interventi per la disabilità gravissima in livelli assistenziali comuni, affida la gestione agli Ambiti PLUS e adotta il sistema informativo regionale SISAR.

Questa cesura impedisce di trattare l'intero periodo come una statistica perfettamente confrontabile.

3.Quante persone, anno per anno

Negli atti la persona assistita è quasi sempre rappresentata da un progetto o piano individuale. Con questa avvertenza, ecco l'andamento: da 1.250 persone nel 2011 a circa 5.500 nel 2024.

Persone e progetti finanziati, 2011-2025

Non tutti i numeri sono la stessa cosa: leggi la legenda

Numero di persone o progetti finanziati per anno. Valori esatti: 2011 1.250, 2012 1.541, 2013 2.014, 2014 2.767, 2015 2.767, 2018 3.273, 2022 3.850. Valori approssimati o conteggi a fine anno: 2016 circa 3.389, 2017 3.005, 2020 almeno 3.608, 2021 2.924, 2023 oltre 5.000, 2024 circa 5.500. Nessun totale ufficiale per 2019 e 2025. 2.000 4.000 1.250 1.541 2.014 2.767 2.767 ~3.389 3.005 3.273 n.p. ≥3.608 2.924 3.850 >5.000 ~5.500 n.p. 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
totale annuale esatto conteggio a fine anno, «circa» o minimo non pubblicato (n.p.)

Fonte: elaborazione su atti della Regione Sardegna e del Consiglio regionale. La linea del 2014-2015 coincide (2.767): stesso dato, con un refuso di intestazione dichiarato nella fonte.

Il verde più chiaro segnala i numeri da leggere con prudenza. Il 2017 e il 2021 sono conteggi al 31 dicembre: i progetti attivi in quel giorno, non tutte le persone passate nell'anno. Il 2020 è un minimo documentato (almeno 3.608 progetti in continuità; la fonte cita nuovi progetti ma non li quantifica). Il 2016, il 2023 e il 2024 la fonte stessa li dà con «circa» o «più di».

Perché il 2019 e il 2025 sono vuoti Per queste due annualità un totale regionale delle persone non è mai stato pubblicato — o almeno io non l'ho trovato. Nel 2019 sono noti i rinnovi (3.290 progetti attivi a fine 2018 e riproposti), ma non il numero dei nuovi ingressi e delle cessazioni; il 2025 è ancora in corso e la stessa Regione considera il 2024 «l'ultima annualità completa». Avrei potuto riempire quei buchi con una stima: sarebbe stato facile, e sbagliato. Li ho lasciati vuoti.

4.Quante risorse (e cosa significa «spesa»)

Le risorse pubblicate crescono da 18,1 milioni nel 2011 a circa 62 milioni nel 2024. Qui però serve un'avvertenza in più: la cifra che si trova negli atti non è sempre dello stesso tipo. Un anno è il valore complessivo dei progetti, un altro è quanto la Regione ha impegnato o trasferito ai Comuni. Sono grandezze diverse, e non si confrontano alla leggera.

Risorse del programma, 2011-2025

Importo principale pubblicato per anno, in milioni di euro

Importo principale pubblicato per anno, in milioni di euro. 2011 18,1; 2012 24,8; 2013 32,8; 2014 40,5; 2015 40,2; 2016 circa 49,5; 2017 24,5 (perimetro contabile misto, non comparabile); 2018 42,8; 2019 43,6; 2020 57,0; 2021 53,0; 2022 circa 51; 2023 61,7; 2024 circa 62; 2025 38,8 (annualità finanziaria incompleta). 20 40 60 18,1 24,8 32,8 40,5 40,2 ~49,5 24,5 42,8 43,6 57,0 53,0 ~51 61,7 ~62 38,8 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
importo comparabile con gli altri anni fase o perimetro diverso (2017, 2025)

Il 2017 è un insieme di impegni di perimetro misto; il 2025 è un'annualità finanziaria ancora incompleta. Nessuno dei due va letto come consuntivo dei progetti.

In parole semplici — cosa significa «spesa» La cifra che compare nelle relazioni — quando compare — può essere molto diversa dall'anno prima: il valore complessivo dei progetti, uno stanziamento, un impegno contabile, un trasferimento o pagamento della Regione ai Comuni, oppure la spesa comunicata dagli enti locali. Sono grandezze correlate ma non intercambiabili: il denaro «impegnato» non è ancora speso, il «trasferito» non coincide con il costo finale dei progetti in quell'anno. Per questo, quando la persona e l'importo non riguardano con chiarezza lo stesso perimetro, evito di calcolare una media.

5.Quanto, in media, per persona

Solo negli anni in cui persone e importi si abbinano davvero ho calcolato una media. Ne esce una linea quasi piatta, che poi scende.

Importo medio per persona, dove è calcolabile

«n.c.» = media non calcolabile, perché le fonti di quell'anno non sono abbinabili

Importo medio nominale per persona, solo dove numeratore e denominatore sono abbinabili. 2011 14.455; 2012 16.065; 2013 16.272; 2014 14.643; 2015 14.538; 2016 circa 14.613; 2018 13.085; 2022 circa 13.247; 2024 circa 11.273. Per 2017, 2019, 2020, 2021, 2023 e 2025 la media non è calcolabile (n.c.). 5.000 10.000 15.000 14.5k 16.1k 16.3k 14.6k 14.5k 14.6k n.c. 13.1k n.c. n.c. n.c. 13.2k n.c. 11.3k n.c. 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

Media = importo principale diviso per le persone, solo negli anni con grandezze abbinabili. Il 2024 è approssimato dalla fonte.

Fino al 2016 la media resta stabile, tra i 14 e i 16 mila euro per progetto. Poi scende: circa 13,1 mila nel 2018, circa 13,2 mila nel 2022, circa 11,3 mila nel 2024. La lettura più semplice è anche la più probabile: la platea cresce e, insieme, entrano progetti mediamente meno consistenti sul piano economico, così l'importo medio per persona si abbassa. È un indicatore descrittivo, non un giudizio sulla qualità dell'assistenza: un progetto più «leggero» può bastare a chi ha bisogni minori.

6.Cosa cambia davvero con RAC PLUS

La riforma del 2020-2021 fa tre cose insieme:

  • Integra due mondi prima separati — il RAC e gli interventi per la disabilità gravissima — riordinandoli in livelli assistenziali comuni.
  • Sposta la gestione dai singoli Comuni agli Ambiti PLUS, per una ragione dichiarata negli atti: la frammentazione comunale lasciava alcuni territori con avanzi e altri con risorse insufficienti, senza un modo per riequilibrarli. L'ambito allarga il bacino di compensazione.
  • Mette al centro un sistema informativo unico, il SISAR, per la rilevazione dei progetti.

Da qui una conseguenza che cambia il modo di leggere la crescita post-2021. Quando si passa dai 3.850 progetti ricostruiti nel 2022 agli oltre 5.000 del 2023 e ai circa 5.500 del 2024, una parte è nuova presa in carico e una parte è ricomposizione: persone che prima venivano contate in una misura distinta rientrano ora nello stesso perimetro. Con gli atti disponibili le due componenti non si possono separare, e attribuire tutta la crescita a nuovi ingressi sarebbe scorretto. La capacità di sostegno è aumentata davvero; ma il salto statistico è, in parte, un effetto della riforma.

7.Cosa gli atti non dicono

Un lavoro onesto dichiara i propri limiti prima che glieli facciano notare. Sul numero delle persone restano due buchi veri (2019 e 2025), un minimo (2020) e due conteggi fatti al 31 dicembre (2017 e 2021), che fotografano i progetti attivi in quel giorno e non tutte le persone dell'anno. Ho scelto di mostrarli così, invece di uniformarli.

Poi ci sono le piccole incongruenze delle fonti stesse, che ho tenuto in evidenza anziché lisciare:

  • nel 2013 la delibera e il rapporto di gestione danno coppie di numeri diverse, perché descrivono fasi amministrative diverse (piani ammessi dalla commissione contro finanziamento deliberato);
  • nel 2015 una tabella porta l'intestazione «2014» su dati che il testo riferisce al 2015: un refuso, dichiarato;
  • nel 2018 il monitoraggio dedicato conta 3.273 utenti, il rapporto di gestione successivo 3.290 progetti: 17 unità di scarto, conservate;
  • nel 2019 e nel 2020 due totali finanziari ufficiali non tornano al centesimo con la somma delle loro componenti (scarti di 0,07 € e di 6.480 €): ho tenuto il totale stampato e annotato la differenza.

Infine, cosa questo lavoro non misura: esiti di salute, qualità dell'assistenza, durata effettiva dei progetti, distribuzione per Ambito PLUS, età e patologie. Non perché non contino — contano moltissimo — ma perché non sono pubblicati in modo omogeneo su quindici anni, e perché la mia domanda era volutamente più modesta: quante persone, e con quante risorse.

8.La serie completa e qualche conclusione

AnnoPersone / progettiImporto principaleMedia, se calcolabile
20111.250€ 18,07 mln€ 14.455
20121.541€ 24,76 mln€ 16.065
20132.014€ 32,77 mln€ 16.272
20142.767€ 40,52 mln€ 14.643
20152.767€ 40,23 mln€ 14.538
2016~3.389~€ 49,52 mln~€ 14.613
20173.005 (al 31/12)€ 24,48 mln (perimetro misto)
20183.273€ 42,83 mln€ 13.085
2019non pubblicato€ 43,65 mln
2020≥ 3.608€ 56,98 mln
20212.924 (al 31/12)€ 53,02 mln
20223.850~€ 51 mln~€ 13.247
2023> 5.000€ 61,67 mln
2024~5.500~€ 62 mln~€ 11.273
2025non pubblicato€ 38,8 mln (incompleto)

In quindici anni «Ritornare a casa» passa da programma regionale con 1.250 piani e 18 milioni a sistema d'ambito che nel 2024 sostiene circa 5.500 persone con progetti stimati intorno ai 62 milioni. La crescita quantitativa è netta. Ma la trasformazione più importante è istituzionale, non numerica: dal 2021 il programma integra interventi prima separati e sposta verso gli Ambiti PLUS la capacità di programmare e di compensare tra territori.

C'è una lezione sommessa, in questi numeri: la trasparenza non dipende solo dal pubblicare gli atti, ma dal pubblicarli con definizioni stabili — le stesse persone, le stesse annualità, le stesse fasi contabili. Quando accade, come nel 2018, nel 2022 e nel 2024, il rapporto tra utenza e risorse si legge con chiarezza. Quando gli atti offrono solo rinnovi, o una singola liquidazione, un totale apparente è più comodo ma meno vero.

E poi, sotto le barre dei grafici, resta quell'aria dei Punti Unici di Accesso di quindici anni fa. Le persone dietro i 5.500 progetti del 2024 sono, in fondo, le stesse che incontravo alle mie prime visite domiciliari: qualcuno che desidera, semplicemente, restare a casa propria.

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Se vuoi capire requisiti, livelli assistenziali e come si presenta la domanda, ho scritto una guida pratica, aggiornata alla delibera in vigore.

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I dati provengono esclusivamente da delibere, determinazioni, rapporti di gestione e relazioni tecnico-finanziarie della Regione autonoma della Sardegna e del Consiglio regionale, con copie locali e verifica puntuale delle fonti. Le annualità 2019 e 2025 restano senza un totale delle persone perché non l'ho trovato pubblicato. Nella raccolta, nella lettura e nell'organizzazione dei dati da queste fonti mi sono avvalso di strumenti di intelligenza artificiale; la scelta delle fonti, i controlli di coerenza e l'interpretazione sono miei e restano sotto la mia responsabilità. Ricostruzione aggiornata a luglio 2026.

SP
Dott. Salvatore Picconi
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