Della successione me ne occupo io. A casa tua, senza che tu debba spiegarlo a nessuno.
Dopo un lutto ci sono 12 mesi per presentare la dichiarazione e imposte da calcolare e versare. Non è il momento di mettersi davanti a un modello telematico. Ci vediamo dove preferisci — anche a casa tua — raccolgo i documenti e porto avanti la pratica dall'inizio alla fine.
Per presentare la dichiarazione
Il termine decorre dalla data di apertura della successione, che normalmente coincide con la data del decesso. Sembra tanto tempo. Non lo è: i documenti da recuperare sono molti e non arrivano tutti insieme.
Per versare l'imposta
Si può pagare contestualmente alla presentazione, insieme alle altre somme autoliquidate, oppure entro 90 giorni dal termine di presentazione. Sono due scadenze diverse, ed è l'equivoco più frequente.
Una pratica delicata merita un modo di lavorare diverso
Una successione non è una scartoffia qualunque: dentro ci sono la casa di famiglia, i rapporti fra fratelli, le cose che non si dicono volentieri a un estraneo. Per questo lavoro in due modi precisi: con discrezione assoluta e venendo io da te.
Niente file allo sportello, niente documenti che passano di mano in mano, niente spiegazioni da dare davanti a un bancone. Ci sediamo a un tavolo — il tuo, se preferisci — e da lì in avanti me ne occupo io.
Lavoro con un patronato e un CAF integrati nel servizio: la pratica la seguo io in ogni passaggio e la trasmissione telematica avviene con i professionisti abilitati con cui collaboro da anni. Per te il referente resta uno solo.
Dalla scatola dei documenti alla voltura degli immobili
Quasi tutte le famiglie che seguo partono dallo stesso punto: una cartellina piena di carte e nessuna idea di quali servano davvero. Si comincia da lì.
I documenti, li cerco io
Raccolgo e verifico quello che serve per ricostruire l'asse ereditario: immobili, rapporti bancari, quote, posizioni aperte. Tu non devi sapere cosa chiedere né a chi: ti dico io cosa mi serve, un pezzo per volta.
I conti si fanno prima
Aliquote, franchigie e imposte sugli immobili le mettiamo nero su bianco prima di presentare qualsiasi cosa. Così sai a cosa vai incontro e possiamo valutare per tempo la rateizzazione.
La pratica arriva in fondo
Presentazione nei termini, versamento delle imposte e voltura catastale degli immobili: la successione non è chiusa finché gli intestatari non sono aggiornati.
Anche quando la famiglia è numerosa
Più eredi significa più firme, più aliquote diverse e più tempi da tenere insieme. Faccio da punto di raccolta unico, così nessuno resta indietro e nessuno deve rincorrere gli altri.
Prima domanda: sei sicuro di doverla presentare?
C'è un caso in cui la dichiarazione non va presentata. Serve però che ricorrano contemporaneamente entrambe queste condizioni:
- l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e ha un valore non superiore a 100.000 euro;
- non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
Basta un piccolo garage intestato al defunto, un erede fuori da quella cerchia o un valore appena più alto perché l'obbligo torni pieno. È la prima cosa che verifico insieme a te, e a volte si chiude lì: se non serve, te lo dico subito.
Oggi l'imposta la calcola il contribuente. E se sbaglia, se ne accorge dopo
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è lo stesso contribuente a dover autoliquidare l'imposta di successione, come già avveniva da tempo per le altre imposte — ipotecaria, catastale, bollo — e per la tassa per i servizi ipotecari e catastali.
Vuol dire che il conto non arriva più dall'ufficio: lo fa chi presenta la dichiarazione, e su quel conto si paga. L'Agenzia controlla la regolarità dell'autoliquidazione e, se rileva una maggiore imposta dovuta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla data di presentazione.
Sono due anni in cui un errore fatto in fretta resta in piedi, silenzioso, mentre la famiglia pensa che la pratica sia chiusa. È esattamente il motivo per cui vale la pena farla fare a qualcuno che la fa tutti i giorni.
Le quattro aliquote, e le franchigie che cambiano tutto
L'aliquota dipende dal rapporto tra il defunto e l'erede. Guarda però la colonna della franchigia: è lì che due eredi con la stessa aliquota si ritrovano in situazioni molto diverse, ed è lì che si decide quanto esce davvero di tasca.
| Chi riceve | Aliquota | Su quale valore | Franchigia |
|---|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) | 4% | Valore complessivo netto eccedente la franchigia | 1 milione di euro per ciascun beneficiario |
| Fratelli e sorelle | 6% | Valore complessivo netto eccedente la franchigia | 100.000 euro per ciascun beneficiario |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado | 6% | Valore complessivo netto trasferito | Nessuna franchigia |
| Altri soggetti | 8% | Valore complessivo netto trasferito | Nessuna franchigia |
Se l'erede è una persona con disabilità
Per i trasferimenti effettuati in favore di persone con disabilità, l'imposta si applica sul valore della quota o del legato che supera 1,5 milioni di euro.
Nelle famiglie che seguo per la non autosufficienza è spesso il dato più importante di tutta la pagina — e quello di cui nessuno viene informato finché non è troppo tardi per organizzarsi.
Le altre voci, quelle che nessuno mette in conto
Quando nell'asse ereditario c'è un immobile, sono spesso queste a pesare più dell'imposta di successione vera e propria.
| Voce | Quanto | Su cosa |
|---|---|---|
| Imposta ipotecaria | 2% | Del valore dell'immobile, oppure in misura fissa di 200 euro se si hanno i requisiti per le agevolazioni "prima casa" |
| Imposta catastale | 1% | Del valore dell'immobile, oppure in misura fissa di 200 euro per chi ha diritto alle agevolazioni "prima casa" |
| Imposta di bollo | 85 € | Per ciascuna circoscrizione di pubblicità immobiliare, in relazione agli immobili compresi nelle conservatorie o circoscrizioni o sezioni staccate dei competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate |
| Tassa per i servizi ipotecari e catastali | 120 € | Per ciascuna conservatoria nella quale sono presenti gli immobili oggetto di successione |
| Tributi speciali | 16 € | Per il rilascio dell'attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione, se richiesta |
Se in dichiarazione è stata richiesta l'attestazione di avvenuta presentazione, sono dovuti anche 32 euro: 16 euro per la richiesta e 16 euro per l'attestazione.
L'imposta si può rateizzare
Se la somma, al netto dell'acconto, è pari o superiore a 1.000 euro, si può scegliere il versamento rateizzato. È una possibilità che va decisa per tempo, non quando la scadenza è alle porte.
Scrivimi e ne parliamo: capiamo insieme cosa comporta il tuo caso
Mi basta sapere chi sono gli eredi e se ci sono immobili per dirti a cosa vai incontro. Primo contatto gratuito, e resta fra noi.
Il terreno del nonno, ancora intestato al nonno
Nei paesi dell'interno succede continuamente: si va a vendere un terreno, o a chiedere un mutuo, o semplicemente a dividere fra fratelli — e si scopre che al catasto l'intestatario è ancora una persona morta trent'anni fa. Perché quella successione, all'epoca, non l'ha fatta nessuno.
Non è disattenzione: sono decenni di emigrazione, terreni di poco valore che "tanto non li tocca nessuno", pratiche rimandate e mai riprese. In Sardegna la proprietà agricola è fra le più polverizzate d'Italia, e nelle aree interne esistono perfino i cosiddetti terreni silenti: appezzamenti di cui non si sa più chi sia il proprietario, perché degli ultimi eredi si sono perse le tracce.
Ogni anno che passa, gli eredi aumentano
Una successione saltata non resta ferma: si moltiplica. Quello che era il terreno di una persona sola, dopo due generazioni è diviso fra decine di cugini — alcuni in continente, alcuni all'estero, alcuni che nemmeno sanno di essere comproprietari.
Intanto il bene è bloccato
Finché l'intestazione resta quella del defunto, il terreno o la casa non si possono vendere né ipotecare, e chi comprerebbe non ottiene il mutuo su un bene ancora intestato a un morto. Anche dividere fra eredi diventa complicato.
Si rimette in fila la catena
Si parte dalle visure storiche e si ricostruisce chi è morto, quando, e quali passaggi non sono mai stati dichiarati. Solo a quel punto si sa quante successioni mancano davvero e in che ordine vanno sistemate.
E si tengono insieme le persone
La parte più delicata non è tecnica: è rintracciare i parenti, spiegare a ciascuno cosa deve firmare e perché, tenere insieme rami di famiglia che non si parlano da anni. Faccio anche questo, ed è il motivo per cui certe pratiche si sbloccano.
Quando invece il titolo non si ricostruisce
Ci sono casi in cui la terra è coltivata o custodita dalla stessa famiglia da generazioni, ma un atto di proprietà non è mai esistito. Per i fondi rustici con annessi fabbricati in comuni classificati montani l'ordinamento prevede una strada apposta: l'usucapione speciale per la piccola proprietà rurale (art. 1159-bis del codice civile, introdotto dalla legge n. 346 del 1976), che riconosce la proprietà dopo quindici anni di possesso continuato.
È una procedura giudiziaria e va affrontata con un avvocato: non è il mio mestiere. Quello che posso fare io è dirti, guardando le carte, se il tuo caso somiglia a questo — così non spendi tempo e denaro sulla strada sbagliata.
Le altre novità del D.Lgs. 139/2024
Oltre al principio di autoliquidazione dell'imposta, il D.Lgs. n. 139/2024 ha introdotto altre modifiche. Sono i punti su cui chi non segue la materia tutti i giorni resta indietro.
Debiti degli ultimi sei mesi
È stata modificata la disciplina sulla deducibilità dei debiti contratti dal defunto negli ultimi sei mesi.
Addio al coacervo successorio
È stata abrogata la normativa sull'istituto del cosiddetto "coacervo successorio".
I trasferimenti da trust
L'applicabilità dell'imposta è stata estesa ai trasferimenti derivanti da trust, con la possibilità di optare per la tassazione "in entrata" dell'imposta di successione rispetto al momento dell'effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari finali.
Il riferimento ufficiale
Per il dettaglio l'Agenzia delle Entrate rimanda alla propria circolare n. 3 del 16 aprile 2025. Se il tuo caso tocca uno di questi punti, meglio guardarlo insieme prima di presentare qualcosa.
Quattro passaggi, e non devi muoverti da casa
Mi scrivi
Un messaggio su WhatsApp o una chiamata. Mi dici chi era il defunto, chi sono gli eredi e se ci sono immobili. Nient'altro, per ora.
Ci vediamo
A casa tua o in videochiamata: decidi tu. È l'incontro in cui capiamo se la dichiarazione va presentata e cosa comporta.
Metto insieme tutto
Raccolgo i documenti, ricostruisco l'asse ereditario e ti mostro i conteggi prima di procedere. Nessuna sorpresa dopo.
Chiudo la pratica
Presentazione nei termini, imposte versate e voltura degli immobili. Ti consegno tutto in ordine, e la storia finisce lì.
Chi affronta una successione ha spesso bisogno anche di
Le domande che mi fanno più spesso
Se la tua non è qui, scrivimi: rispondo io, non un modulo automatico.
Entro quanto tempo va presentata la dichiarazione di successione?
Entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che normalmente coincide con la data del decesso.
Il pagamento dell'imposta segue un termine suo: si versa contestualmente alla presentazione, insieme alle altre somme autoliquidate, oppure entro 90 giorni dal termine di presentazione. Confondere le due scadenze è l'errore più comune, ed è uno dei motivi per cui conviene affidare la pratica.
In quali casi non devo presentare la dichiarazione?
Solo quando ricorrono contemporaneamente due condizioni:
- l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e ha un valore non superiore a 100.000 euro;
- l'eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
Se anche una sola delle due non è soddisfatta, la dichiarazione va presentata. È la prima verifica che faccio: se non ti serve, te lo dico subito e ci salutiamo.
Quanto si paga di imposta di successione?
Dipende dal rapporto tra defunto ed erede. Le aliquote sono quattro:
- 4% per il coniuge e i parenti in linea retta (ascendenti e discendenti), sul valore complessivo netto eccedente 1 milione di euro per ciascun beneficiario;
- 6% per fratelli e sorelle, sul valore complessivo netto eccedente 100.000 euro per ciascun beneficiario;
- 6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado, sul valore complessivo netto trasferito, senza alcuna franchigia;
- 8% per gli altri soggetti, sul valore complessivo netto trasferito, senza franchigia.
A questo si aggiungono le imposte legate agli immobili. Il conto complessivo lo facciamo prima di presentare qualsiasi cosa.
C'è un'agevolazione se l'erede è una persona con disabilità?
Sì. Per i trasferimenti effettuati in favore di persone con disabilità, l'imposta si applica sul valore della quota o del legato che supera 1,5 milioni di euro.
È un punto che nelle famiglie con un componente non autosufficiente cambia radicalmente i conti, e che quasi nessuno conosce.
Chi calcola l'imposta: l'Agenzia o io?
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è lo stesso contribuente a dover autoliquidare l'imposta di successione, come già avveniva da tempo per imposta ipotecaria, catastale, bollo e per la tassa sui servizi ipotecari e catastali.
L'Agenzia controlla poi la regolarità dell'autoliquidazione e, se rileva una maggiore imposta dovuta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla data di presentazione. Sono due anni in cui un errore resta in piedi senza che nessuno se ne accorga.
Posso pagare a rate?
Sì, se la somma al netto dell'acconto è pari o superiore a 1.000 euro. Si versa un acconto pari ad almeno il 20% dell'imposta, contestualmente o entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. La somma residua si rateizza:
- in massimo 8 rate trimestrali di pari importo, per importi fino a 20.000 euro;
- in massimo 12 rate trimestrali di pari importo, per importi superiori a 20.000 euro.
È una scelta da fare per tempo: ne parliamo quando vediamo i conteggi.
Oltre all'imposta di successione, cos'altro si paga?
Quando nell'asse ereditario ci sono immobili entrano in gioco altre voci:
- imposta ipotecaria: 2% del valore dell'immobile, o misura fissa di 200 euro con i requisiti "prima casa";
- imposta catastale: 1% del valore dell'immobile, o misura fissa di 200 euro con le agevolazioni "prima casa";
- imposta di bollo: 85 euro per ciascuna circoscrizione di pubblicità immobiliare;
- tassa per i servizi ipotecari e catastali: 120 euro per ciascuna conservatoria in cui si trovano gli immobili;
- tributi speciali: 16 euro per il rilascio dell'attestazione di avvenuta presentazione, se richiesta.
Se in dichiarazione è stata richiesta l'attestazione di avvenuta presentazione sono dovuti anche 32 euro: 16 per la richiesta e 16 per l'attestazione.
Devo avere lo SPID per fare la successione?
No. Lo SPID — o la CIE, o la CNS — serve a chi vuole entrare da solo nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate.
La dichiarazione può però essere presentata da un intermediario abilitato, ed è la strada che seguono quasi tutte le famiglie che assisto: tu non entri in nessun portale, non gestisci credenziali e non ti occupi di scadenze. Ci penso io.
Dopo la dichiarazione gli immobili sono già intestati agli eredi?
Serve la voltura catastale degli immobili, che si richiede insieme alla dichiarazione di successione. Finché non è fatta, negli archivi del catasto l'intestazione resta quella di prima.
È un passaggio che seguo io fino in fondo: una successione la considero chiusa quando gli intestatari sono aggiornati, non quando la dichiarazione è stata inviata.
Il terreno è ancora intestato a mio nonno, morto trent'anni fa. Si può sistemare?
Sì, ma non con una sola pratica: prima si ricostruisce la catena. Con le visure storiche si guarda chi è morto, quando, e quali passaggi non sono mai stati dichiarati; solo allora si sa quante successioni mancano e in che ordine vanno sistemate.
Finché l'intestazione resta quella del defunto il bene è fermo: non si vende, non si ipoteca, e chi comprerebbe non ottiene il mutuo. Nei paesi dell'interno è una situazione frequentissima, e quasi sempre si sblocca — serve solo qualcuno che la prenda in mano.
Siamo tanti eredi e alcuni non si trovano. È un caso senza speranza?
No, ma è il tipo di pratica in cui la parte difficile non è tecnica. Dopo due generazioni senza successioni, un terreno che era di una persona sola può risultare diviso fra decine di parenti, alcuni emigrati, alcuni che non sanno nemmeno di essere comproprietari.
Il lavoro sta nel rintracciarli, spiegare a ciascuno cosa deve firmare e perché, e tenere insieme rami di famiglia che magari non si parlano da anni. Me ne occupo io, ed è il motivo per cui certe pratiche ferme da decenni si sbloccano.
La terra è nostra da sempre ma non c'è nessun atto. Che si fa?
È un caso diverso dalla successione mancata: qui un titolo di proprietà non è mai esistito. Per i fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani l'ordinamento prevede una strada apposita, l'usucapione speciale per la piccola proprietà rurale (art. 1159-bis del codice civile, introdotto dalla legge n. 346 del 1976), che riconosce la proprietà dopo quindici anni di possesso continuato.
È una procedura giudiziaria e va seguita da un avvocato: non è il mio mestiere. Io posso guardare le carte e dirti se il tuo caso somiglia a questo, così non perdi tempo sulla strada sbagliata.
Dove ci incontriamo? Devo venire in studio?
Non devi venire da nessuna parte: vengo io a casa tua. È il modo in cui lavoro, soprattutto quando in famiglia c'è una persona anziana o non autosufficiente che non può spostarsi. Se per te è più comodo, facciamo in videochiamata.
Vengo a casa a Cagliari, Quartu e hinterland. Se sei più lontano non cambia niente: la dichiarazione di successione è una pratica nazionale e la seguo in tutta Italia a distanza, senza che tu debba muoverti.
Quello di cui parliamo resta riservato?
Sì. Una successione tocca il patrimonio di famiglia e spesso equilibri delicati fra eredi: tratto ogni informazione con la riservatezza che la materia richiede, e non coinvolgo nessuno che non serva davvero alla pratica.
Non ci sono sportelli, sale d'attesa o passaggi di documenti fra mani estranee: parli con me, e basta.
Fonti dei dati citati. Depliant dell'Agenzia delle Entrate diffuso a metà giugno 2026; D.Lgs. n. 139/2024; circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 3 del 16 aprile 2025. Rielaborazione da A. Bottero, La successione in autoliquidazione, in «Le Leggi Illustrate» n. 7, luglio/agosto 2026. Importi e termini vanno sempre verificati sul caso concreto: è esattamente quello che facciamo insieme al primo incontro.
Hai perso un familiare e non sai da dove cominciare?
Scrivimi. Capiamo insieme se la dichiarazione va presentata e cosa comporta nel tuo caso, con tempi e cifre alla mano. Poi, se vuoi, me ne occupo io fino in fondo.
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