Dott. Picconi
Osservatorio

Disabilità e non autosufficienza in Sardegna: quali misure dipendono dai fondi europei e cosa cambia dopo il 2027

Pubblicato il 3 Agosto 2026 schedule 1 min lettura

La preoccupazione per il futuro dei fondi sociali europei è fondata, e non serve un taglio già deciso perché lo sia. Un taglio approvato o quantificabile per l'Italia o per la Sardegna, oggi, non esiste. Ma i periodi di attuazione documentati delle misure sarde finanziate dall'Unione si chiudono tutti entro il 2027, e quello che verrà dopo si sta decidendo adesso, nei prossimi mesi.

La questione è stata posta da alcune testate del terzo settore, fra cui Vita.it, che hanno segnalato il rischio per le politiche sociali nella proposta di bilancio europeo 2028-2034. Non ho scritto questo articolo per verificarle: l'ho scritto per continuare da lì.

Ho ricostruito sugli atti quali interventi sardi per la disabilità e la non autosufficienza dipendono oggi da risorse europee, con quali importi e fino a quando. Poi ho guardato chi sta decidendo il seguito, con che tempi, e dove si sposta la decisione su quanto arriva al sociale.

1.Che cosa propone la Commissione

Il Quadro finanziario pluriennale, in sigla QFP, è il bilancio di lungo periodo dell'Unione europea: stabilisce per più anni quante risorse possono essere utilizzate e come vanno distribuite fra le politiche europee.

Nel luglio 2025 la Commissione ha presentato la propria proposta per il 2028-2034. Il valore complessivo indicato è di quasi 2.000 miliardi di euro, pari all'1,26% del reddito nazionale lordo dell'Unione; circa 865 miliardi sarebbero destinati ai piani nazionali e regionali. Sono cifre della proposta, non di un bilancio approvato.

L'elemento nuovo riguarda l'impianto: un piano di partenariato nazionale e regionale per ciascuno Stato membro, dentro il quale verrebbero coordinate più politiche oggi programmate attraverso fondi e strumenti distinti.

Dentro questo disegno il Fondo sociale europeo è configurato come parte dei piani. Nello stesso tempo conserva una base giuridica autonoma, e fra i suoi obiettivi restano l'inclusione sociale, la sanità, l'assistenza a lungo termine, la disabilità, l'accessibilità e la vita indipendente. Dire che il Fondo sociale europeo viene abolito non è quindi esatto: cambiano il suo inquadramento e le modalità con cui le risorse vengono programmate. Alla sezione 8 spiego perché non è una differenza rassicurante.

La Commissione ha annunciato anche una salvaguardia del 14% del budget destinata alle politiche sociali, con tracciamento della spesa.

Perché non uso il 14% per fare i conti Gli atti che ho raccolto non permettono di ricostruire in modo univoco su quale base si calcoli quella percentuale, né di confrontarla con l'attuale dotazione del Fondo sociale europeo. Finché la base di calcolo non è chiara, quel 14% non dimostra né un aumento né una diminuzione delle risorse destinate all'Italia o alla Sardegna. Non lo uso in nessuna delle due direzioni.

2.Chi decide, come e quando

Questo passaggio manca quasi sempre nella discussione, e senza di esso è impossibile capire quanto sia solida una notizia sul bilancio europeo. I soggetti sono quattro, e hanno poteri molto diversi.

La Commissione europea ha proposto. Da quel momento non decide più.

Il Consiglio, cioè i governi dei ventisette Stati membri, deve approvare il bilancio complessivo all'unanimità: ogni singolo Stato ha di fatto un potere di veto. È la ragione principale per cui questi negoziati sono lenti.

Il Parlamento europeo deve dare la propria approvazione a maggioranza dei componenti, ma sul regolamento del bilancio può soltanto approvare o respingere in blocco, non emendare. Lo stabilisce l'articolo 312 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Quando i ministri si bloccano, la trattativa sale al Consiglio europeo, cioè ai capi di Stato e di governo, che di norma chiude politicamente la partita.

Sui regolamenti settoriali — quello del Fondo sociale europeo, quello dei piani — il rapporto è diverso: lì Parlamento e Consiglio decidono da pari, con la procedura legislativa ordinaria. È per questo che il Consiglio adotta «mandati parziali» e il Parlamento una «posizione negoziale»: sono i due lati dello stesso tavolo.

La conseguenza va detta, perché cambia il peso di una notizia che ha circolato molto. La richiesta del Parlamento europeo del 28 aprile 2026 — un Fondo sociale europeo autonomo e con risorse dedicate — è una posizione politica forte, ma sul bilancio complessivo il Parlamento non può imporla emendando il testo.

Quanto allo stato dei lavori: i mandati adottati dal Consiglio a giugno 2026, il 16 sui piani di partenariato e il 29 sui regolamenti dei fondi di coesione, sono dichiaratamente parziali, perché escludono le questioni finanziarie. Le cifre, cioè, non sono ancora sul tavolo.

Come si arriva al nuovo bilancio europeo

Calendario dichiarato dalle istituzioni, aggiornato ad agosto 2026

Calendario del negoziato sul bilancio europeo 2028-2034 Luglio 2025: la Commissione presenta la proposta. 2026: negoziato, con i mandati parziali del Consiglio adottati a giugno. Fine 2026: obiettivo dichiarato di un accordo politico complessivo. 2027: adozione dei regolamenti settoriali. 1° gennaio 2028: avvio del nuovo ciclo. Alla data dell'articolo il processo si trova fra il negoziato in corso e l'obiettivo di accordo di fine 2026. lug 2025 proposta della Commissione giu 2026 mandati parziali del Consiglio fine 2026 obiettivo: accordo politico complessivo 2027 adozione dei regolamenti 1° gen 2028 avvio del nuovo ciclo siamo qui

Il pallino tratteggiato indica un obiettivo dichiarato, non una scadenza vincolante. Fonti: articolo 312 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea per la procedura; comunicati e pagine istituzionali del Consiglio per lo stato dei lavori e il calendario.

La ragione dichiarata di questo calendario è precisa: chiudere l'accordo entro la fine del 2026 serve ad adottare i regolamenti nel 2027 e a far arrivare i finanziamenti ai beneficiari senza interruzione dal gennaio 2028. È un obiettivo, non una garanzia: se l'accordo slitta, slitta tutto quello che viene dopo.

I lavori del Consiglio sono guidati dalla presidenza di turno, che cambia ogni sei mesi. I mandati di giugno sono stati chiusi sotto presidenza cipriota; dal 1° luglio 2026 la presidenza è irlandese. Se l'obiettivo di fine 2026 regge, la partita si decide nei prossimi mesi.

3.Il muro del 2027

Messe in fila con i rispettivi periodi di attuazione, le misure sarde finanziate dall'Europa mostrano una cosa che nei singoli avvisi non si vede: finiscono tutte insieme.

Quando si esauriscono le misure sarde finanziate dal Fondo sociale europeo

Periodi di attuazione documentati negli atti, a confronto con l'avvio del nuovo bilancio

Periodi di attuazione delle misure sarde finanziate dal FSE+ e avvio del QFP 2028-2034 Sine Limes 2 copre il triennio 2024-2026. I Buoni servizi sanitari e A.R.C.A. PLUS coprono il periodo 2025-2027. PRINC 06 copre l'anno educativo e scolastico 2026-2027. Nessuna delle misure di cui gli atti pubblicano un periodo si estende oltre il 2027, mentre il nuovo Quadro finanziario pluriennale comincia il 1° gennaio 2028. 2024 2025 2026 2027 2028 Sine Limes 2 triennio 2024-2026 Buoni servizi sanitari 2025-2027 A.R.C.A. PLUS 2025-2027 PRINC 06 a.e. 2026-2027 1° gennaio 2028 nuovo QFP
misura rivolta direttamente alle persone intervento di sistema, ricaduta indiretta

Non compaiono INCLUDIS 2024 e le operazioni del Programma Equità nella Salute: il periodo di attuazione non è pubblicato negli atti raccolti. Fonti: atti regionali di ciascuna misura. Per Sine Limes 2 il triennio di riferimento resta il 2024-2026, ma le finestre dell'annualità COD2026 sono state sospese con la determinazione del 31 luglio 2026 e saranno ridefinite con un atto successivo.

Nessuna delle misure di cui gli atti pubblicano un periodo scavalca il confine. Sine Limes 2 chiude il triennio con il COD2026; i Buoni servizi sanitari e A.R.C.A. PLUS si fermano al 2027; PRINC 06 esaurisce l'anno educativo 2026-2027 prima ancora che il nuovo bilancio entri in vigore. Per INCLUDIS 2024 e per le operazioni del Programma Equità nella Salute il periodo non risulta pubblicato: non posso dire quando finiscono, ma appartengono allo stesso ciclo.

Non è una coincidenza: è il funzionamento normale della programmazione europea, che lavora per cicli settennali. Ha però una conseguenza pratica. La domanda «e dopo?» non si presenta una misura alla volta, distribuita negli anni: arriva su tutte contemporaneamente, nella stessa finestra in cui si costruirà la programmazione del nuovo ciclo.

Va detto subito, però, che il calendario istituzionale è costruito proprio per evitare quel vuoto: l'obiettivo dichiarato è che i nuovi finanziamenti partano il 1° gennaio 2028 in continuità con il ciclo che si chiude. Il rischio concreto, semmai, non è l'assenza di un successore, ma il ritardo: se l'accordo europeo slitta, slitta anche l'avvio del nuovo ciclo, e il vuoto si crea lì.

4.Che cosa cambia per chi ha una pratica in corso

Metto qui la risposta alla domanda che mi viene fatta più spesso, prima dei dettagli.

La proposta della Commissione riguarda il periodo che comincia nel 2028. Le misure di cui parlo appartengono al ciclo 2021-2027, che ha le proprie risorse già stanziate. Negli atti che ho esaminato non ho trovato alcun provvedimento che modifichi gli impegni del ciclo in corso in conseguenza della proposta di bilancio.

Uso questa formulazione, e non quella più comoda secondo cui i fondi attuali sarebbero garantiti. Non ho letto una norma che dichiari intoccabile il ciclo 2021-2027: ho constatato l'assenza, nel materiale raccolto, di un atto che lo modifichi. Sono affermazioni diverse, e soltanto la seconda è dimostrabile.

In parole semplici Se hai una domanda presentata, un rimborso da chiedere o un progetto in corso su una di queste misure, il negoziato europeo non è ciò che decide la tua pratica. A deciderla sono le regole dell'avviso e le scadenze della Regione. Resta indeterminato se e come queste misure verranno riproposte dopo il 2027.

La sospensione dell'annualità COD2026 di Sine Limes 2, decisa il 31 luglio 2026, ne è la prova migliore: le ragioni scritte nell'atto sono le criticità della gestione 2025, quelle segnalate dall'utenza e le istruttorie ancora in corso. Nessun riferimento al bilancio europeo. Le cose che si fermano o ripartono, dentro questo ciclo, si decidono in Regione.

Cosa dice la determinazione che ha sospeso il COD2026, articolo per articolo.

5.Le misure sarde, una per una

Da qui in avanti ci sono i dettagli, per chi li cerca. Prima però una precisazione che cambia il senso di tutti i numeri che seguono.

Quanta parte di una misura è europea

Tasso di cofinanziamento del Programma regionale FSE+ 2021-2027

Costo ammissibile del programma 70% Unione europea 30% naz./reg.

La percentuale vale sul programma nel suo insieme. L'importo europeo della singola misura non è pubblicato separatamente.

Sapere che una misura è finanziata dal Fondo sociale europeo non equivale quindi a sapere quanta parte di quegli importi provenga dall'Unione. Le cifre che seguono sono dotazioni complessive, non quote europee.

Vale inoltre per tutte una stessa avvertenza, che non ripeterò misura per misura: il finanziamento europeo dell'edizione in corso è documentato; nessun atto stabilisce che cosa accadrà dopo il 2027.

Sine Limes 2

Programma regionale FSE+ · Priorità 3 · Regione Sardegna

Sostiene percorsi rivolti a persone con disabilità e in condizioni di non autosufficienza. Dotazione aggiornata: 34.255.792,65 euro per il triennio 2024-2026, documentata dall'aggiornamento istituzionale del 16 febbraio 2026 su rifinanziamento e scorrimenti.

È una dotazione complessiva aggiornata: non una spesa già effettuata, non un risultato raggiunto.

INCLUDIS 2024

Programma regionale FSE+ · Priorità 3 · Ambiti PLUS

Percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone con disabilità. Dotazione validata: 18.000.000 di euro, dalla determinazione regionale n. 635/13466 del 16 giugno 2025.

Buoni servizi sanitari

Programma regionale FSE+ e risorse regionali · ASPAL · 2025-2027

Dotazione complessiva: 10.000.000 di euro, di cui 8.000.000 dal Programma regionale FSE+ e 2.000.000 da risorse regionali. Avviso pubblicato il 28 novembre 2025.

È l'unico caso, fra questi, in cui gli atti distinguono la componente europea da quella regionale.

PRINC 06

Programma regionale FSE+ · Priorità 2 · anno educativo 2026-2027

Riguarda bambini con disabilità certificata e altri bambini con bisogni educativi speciali. Dotazione aggiornata: 8.754.320,64 euro, dalla determinazione regionale n. 659 del 23 luglio 2026, che ha incrementato le risorse.

L'importo non è suddiviso fra disabilità certificata e altri bisogni educativi speciali: non è quindi attribuibile alla sola disabilità.

Le operazioni del Programma Nazionale Equità nella Salute

Ministero della Salute · FSE+ · cofinanziamento 60% europeo, 40% nazionale

In Sardegna sono attive operazioni su salute mentale, potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale, budget di salute e valutazione ICF. Il finanziamento europeo è documentato.

Le denominazioni che uso sono raggruppamenti analitici costruiti da me a partire dall'elenco delle operazioni: non identificano misure regionali formalmente istituite con quei confini, e per questo non indico una dotazione per ciascun raggruppamento. Un dato di riparto però esiste: il decreto del Segretario generale del Ministero della Salute n. 5 del 17 aprile 2023 assegna alle aree regionali della Sardegna 21.157.014 euro di FSE+ e 14.203.388 euro di FESR, per un totale di 35.360.402 euro.

Come va letto quel totale I 35.360.402 euro sono il riparto disposto dal decreto per le aree regionali sarde del Programma Equità nella Salute. Non sono il totale dei raggruppamenti tematici, e non sono una cifra destinata alla disabilità: il programma si rivolge alla salute e all'equità di accesso in senso ampio.
Misura Programma o fondo Dotazione validata Pertinenza e cosa è possibile affermare
Sine Limes 2 PR Sardegna FSE+ 2021-2027Priorità 3 · ESO4.11 34.255.792,65 €triennio 2024-2026 Diretta — disabilità e non autosufficienza. Il finanziamento europeo attuale è certo; la dotazione è aggiornata e non equivale alla spesa; la prosecuzione dopo il 2027 non è stabilita.
INCLUDIS 2024 PR Sardegna FSE+ 2021-2027Priorità 3 · ESO4.8 18.000.000 € Diretta — inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità. Una nuova edizione richiederebbe una decisione di programmazione.
Buoni servizi sanitari PR Sardegna FSE+ e risorse regionaliPriorità 3 · ESO4.11 10.000.000 €8.000.000 FSE+ · 2.000.000 regionali Diretta, nei limiti della platea prevista dall'avviso. Il finanziamento è misto; la configurazione futura non è anticipabile.
PRINC 06 PR Sardegna FSE+ 2021-2027Priorità 2 · ESO4.6 8.754.320,64 €anno educativo 2026-2027 Diretta ma non esclusiva — disabilità certificata e altri bisogni educativi speciali. La dotazione è indivisa.
A.R.C.A. PLUS PR Sardegna FSE+ 2021-2027Priorità 3 · ESO4.11 1.700.000 €progetto 2025-2027 Indiretta — rafforzamento amministrativo dei PLUS. Il finanziamento europeo è certo, ma l'intervento sostiene il sistema dei servizi, non direttamente gli utenti.
Operazioni PNES su salute mentale, DSM, budget di salute e ICF PN Equità nella Salute — FSE+ Nessuna dotazione aggregata ufficiale per i raggruppamenti analitici Diretta o strettamente pertinente. Il finanziamento europeo delle singole operazioni è documentato; i raggruppamenti non sono misure regionali formalmente unitarie.
Operazioni PNES su cure primarie e povertà sanitaria PN Equità nella Salute — FSE+ e FESR Nessuna dotazione aggregata ufficiale per i raggruppamenti analitici Trasversale. Il finanziamento europeo è documentato, ma la platea non è composta esclusivamente da persone con disabilità.
Questi importi non vanno sommati Le misure hanno finalità, platee, periodi e strutture finanziarie differenti, e nessuna di esse è interamente europea. Un totale non rappresenterebbe un «totale a rischio».

6.Gli interventi indiretti e il PNRR

Altri interventi hanno finanziamenti europei documentati, ma un rapporto più ampio o indiretto con la disabilità e la non autosufficienza.

A.R.C.A. PLUS ha una dotazione di 1.700.000 euro, documentata dalla determinazione n. 1980/38493 del 30 dicembre 2025. Rafforza la capacità amministrativa dei 26 Ambiti PLUS attraverso un affidamento a Formez PA, come progetto 2025-2027. I destinatari diretti sono operatori e organizzazioni: la ricaduta sugli utenti è indiretta.

Le operazioni sulle cure primarie territoriali e quelle contro la povertà sanitaria del Programma Equità nella Salute utilizzano FSE+ e, per le componenti pertinenti, FESR. Sono rivolte a platee più ampie, e gli atti non consentono di attribuire una quota specifica alle persone con disabilità o non autosufficienti.

Il PNRR è uno strumento diverso

Gli interventi per l'autonomia degli anziani non autosufficienti, la domiciliarità, i percorsi di autonomia delle persone con disabilità e l'assistenza domiciliare integrata sono finanziati attraverso NextGenerationEU e il Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Il loro finanziamento europeo nel ciclo 2021-2026 è certo.

Il PNRR non appartiene però ai fondi ordinari della politica di coesione e non dipende automaticamente dal bilancio 2028-2034. Negli atti esaminati non ho individuato un successore già definito: è una questione aperta, ma distinta da quella di cui parla questo articolo.

7.Le misure senza componente europea

Non tutte le principali politiche sarde per la disabilità e la non autosufficienza dipendono dall'Unione europea, e questo ridimensiona il problema.

  • Ritornare a Casa PLUS — le linee 2026-2027 sono state approvate con la deliberazione della Giunta regionale n. 1/28 del 14 gennaio 2026; gli atti finanziari richiamano il Fondo regionale per la non autosufficienza e risorse nazionali.
  • Sostegno al caregiver familiare — la programmazione approvata con la deliberazione n. 30/60 del 5 giugno 2025 utilizza il fondo nazionale dedicato ai caregiver.
  • Mi prendo cura — le risorse documentate per il 2026-2028 sono regionali.
  • Interventi per disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico e servizi scolastici per studenti con disabilità — Fondo unico nazionale per l'inclusione delle persone con disabilità.
  • Piani personalizzati della legge n. 162/1998 — Fondo regionale per la non autosufficienza.

Su tutte vale la stessa formula: negli atti esaminati non è stata individuata una componente europea. Non equivale ad affermare che queste politiche non abbiano mai ricevuto, in altre annualità o attraverso interventi indiretti, risorse europee.

8.Dove si sposta la decisione

Resta il punto che rende fondata la preoccupazione anche senza un taglio deciso, e merita di essere spiegato invece che evocato.

Il segnale più forte, in questa vicenda, non arriva dal terzo settore né da un centro studi: arriva dal Parlamento europeo. Il 28 aprile 2026, con un voto, l'Aula ha chiesto che il Fondo sociale europeo resti autonomo e dotato di risorse proprie, criticando esplicitamente il suo assorbimento nei piani nazionali. È uno dei due colegislatori che mette a verbale che la proposta, così com'è, indebolisce il fondo sociale. Come ho spiegato alla sezione 2, sul bilancio complessivo il Parlamento non potrà imporlo emendando il testo: resta una posizione negoziale. Ma è la cosa più vicina a un allarme istituzionale che si trovi negli atti, e viene da chi quel bilancio dovrà votarlo.

Accanto a questo ci sono le analisi dei servizi di ricerca del Parlamento, che pubblicano briefing e studi per i deputati e dichiarano di non esprimere la posizione dell'istituzione. Due di questi documenti osservano che nel testo proposto non compaiono le precedenti percentuali rigide di concentrazione, e che il Fondo sociale europeo perderebbe una linea di bilancio dedicata, con le priorità sociali in concorrenza con le altre dentro il piano unitario. Sono analisi, non norme, e le riporto come tali.

Il meccanismo, se questa lettura è corretta, è il seguente. Nel ciclo attuale il Regolamento (UE) 2021/1057 fissa concentrazioni tematiche: quote minime che gli Stati devono destinare a determinate finalità. Sono vincoli scritti in una norma europea, sottratti alla trattativa nazionale. Nel modello proposto quella stessa decisione si sposterebbe in larga misura nella costruzione del piano nazionale, dove le politiche sociali verrebbero programmate insieme alle altre. La salvaguardia del 14% dovrebbe servire proprio a contenere questo effetto, ma finché non è chiara la sua base di calcolo non se ne può misurare la portata.

Questo non dimostra che le risorse sociali diminuiranno. Dimostra che cambierebbe la sede in cui si decide, e che il peso delle scelte nazionali e regionali diventerebbe maggiore di oggi. Per una Regione che programma su fondi europei una parte rilevante degli interventi per la disabilità, è una differenza sostanziale a prescindere dall'importo finale.

Che cosa può succedere alle misure dopo il 2027

Tre esiti possibili, nessuno dei quali è oggi più probabile degli altri

I tre esiti possibili delle misure sarde dopo la fine del ciclo 2021-2027 Dal termine del ciclo di programmazione 2021-2027, in cui tutte le misure documentate si esauriscono, si aprono tre esiti: la misura viene riproposta con struttura e dotazione analoghe; viene riproposta con perimetro, platea o dotazione modificati; non viene riproposta e le eventuali risorse dovrebbero provenire da fonti regionali o nazionali. Gli atti disponibili non consentono di indicare quale dei tre sia più probabile. Fine del ciclo 2021-2027 le misure si esauriscono Riproposizione stessa struttura e dotazione analoga Rimodulazione perimetro, platea o dotazione modificati Mancata riproposizione copertura solo da fonti regionali o nazionali

Lo schema rappresenta esiti possibili, non previsioni. Gli atti disponibili non consentono di attribuire a nessuno dei tre una probabilità: la scelta dipenderà dal testo finale dei regolamenti, dalle risorse assegnate all'Italia e dalle successive decisioni nazionali e regionali.

Il punto difendibile, alla fine, non è che i finanziamenti sociali siano già stati ridotti. È che la continuità dopo il 2027 delle misure dipendenti da fondi europei resta subordinata a decisioni ancora da adottare, e che quelle decisioni si prendono nei prossimi mesi. Aggiornerò questo articolo quando ci saranno atti nuovi da leggere.

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Per le singole misure: la guida a Sine Limes 2 · la guida al Ritornare a Casa Plus.

9.Nota metodologica e fonti

L'articolo si basa su una ricognizione documentale conclusa il 1° agosto 2026, condotta sugli atti che istituiscono e finanziano le misure citate. La raccolta degli atti, la loro schedatura e i controlli di coerenza sono stati svolti con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale; il corpus è stato poi sottoposto a un audit interno che ha separato i fatti documentati dalle interpretazioni e dagli scenari. L'impostazione del lavoro, la scelta dei temi e le conclusioni sono mie e restano sotto la mia responsabilità professionale.

Da quell'audit derivano le cautele del testo. Gli importi sono riportati solo dove risultano da una fonte istituzionale, e mai sommati fra loro. Le operazioni del Programma Nazionale Equità nella Salute sono presentate come raggruppamenti analitici. Le valutazioni sul periodo successivo al 2027 sono formulate come scenari condizionati, perché i regolamenti non sono ancora approvati in via definitiva.

Dove il dato non risulta dagli atti raccolti l'ho scritto, invece di stimarlo: vale per le dotazioni aggregate delle operazioni PNES, per il periodo di attuazione di INCLUDIS 2024 e per la base di calcolo della salvaguardia del 14%. Le fonti sono elencate qui sotto con numero e data di ciascun atto, perché chi legge possa risalirvi.

Due precisazioni sulla parte europea. Le proposte di regolamento e lo stato del negoziato sono ricostruiti su documenti e comunicati delle istituzioni dell'Unione, non su una mia lettura integrale dei testi legislativi, che sono ancora in discussione e cambieranno: per questo tutte le affermazioni sul dopo-2027 sono al condizionale. La descrizione della procedura decisionale poggia sull'articolo 312 del Trattato, mentre calendario e stato dei lavori derivano da comunicati istituzionali, aggiornati alla data di pubblicazione di questo articolo.

Fonti — Unione europea

  • Commissione europea, Investire nelle persone, negli Stati membri e nelle regioni, 16 luglio 2025, sezioni «Key figures» e «Where will the funds go?».
  • Commissione europea, COM(2025) 565 final, proposta di regolamento sui piani di partenariato nazionali e regionali, 16 luglio 2025.
  • Commissione europea, COM(2025) 558 final, proposta di regolamento sul Fondo sociale europeo, 16 luglio 2025, relazione introduttiva pp. 1-4 e considerando 10-16.
  • Regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, 24 giugno 2021, istitutivo del FSE+.
  • Articolo 312 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per la procedura di adozione del Quadro finanziario pluriennale.
  • Parlamento europeo — Servizio di ricerca (EPRS), The European Social Fund in the 2028-2034 MFF, briefing, novembre 2025; e studio sulla proposta FSE 2028-2034, 2026. Documenti di analisi, che non esprimono la posizione dell'istituzione.
  • Parlamento europeo, comunicato che sintetizza la posizione negoziale sul QFP 2028-2034, 28 aprile 2026.
  • Consiglio dell'Unione europea, posizione parziale sui piani di partenariato nazionali e regionali (16 giugno 2026) e posizioni parziali sui regolamenti dei fondi di coesione, FSE e FESR (29 giugno 2026); pagina istituzionale sullo stato del negoziato e sul calendario, consultata il 15 luglio 2026.

Fonti — Sardegna e programmi nazionali

  • Commissione europea e Regione Sardegna, PR Sardegna FSE+ 2021-2027, versione modificata con decisione C(2026) 1053, febbraio 2026.
  • Regione Sardegna, pagina ufficiale dell'Avviso Sine Limes 2 e aggiornamento istituzionale del 16 febbraio 2026 su rifinanziamento e scorrimenti.
  • Regione Sardegna, pagina ufficiale dell'Avviso INCLUDIS 2024 e determinazione n. 635/13466 del 16 giugno 2025.
  • Regione Sardegna, determinazione n. 1980/38493 del 30 dicembre 2025, A.R.C.A. PLUS.
  • ASPAL e Regione Sardegna, Avviso Buoni servizi sanitari, 28 novembre 2025.
  • Regione Sardegna, pagina ufficiale dell'Avviso PRINC 06 e determinazione n. 659 del 23 luglio 2026 di incremento delle risorse.
  • Ministero della Salute, Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027; decreto del Segretario generale n. 5 del 17 aprile 2023; elenco delle operazioni al 15 febbraio 2026; relazione di attuazione del 1° marzo 2026.
  • Per le misure regionali e nazionali citate: DGR n. 1/28 del 14 gennaio 2026, DGR n. 30/60 del 5 giugno 2025, DGR n. 67/24 del 23 dicembre 2025, DGR n. 7/35 del 18 febbraio 2026, DGR n. 57/32 del 5 novembre 2025, oltre alle fonti istituzionali sugli interventi PNRR.
SP
Dott. Salvatore Picconi
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