Guida 2026–2027 · Legge 162/98 · Sardegna

Piani personalizzati L. 162/98 in Sardegna: requisiti, importi e domanda

Una guida per capire chi può accedere, come nasce il punteggio, quanto può valere il piano e quali passaggi cambiano da Comune a Comune.

Aggiornato al 3 settembre 2026 · A cura del Dott. Salvatore Picconi, assistente sociale libero professionista

Risposta breve

Il Piano personalizzato L. 162/98 è un progetto sociale o socio-assistenziale costruito con il Comune per una persona con riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della Legge 104/92. Non prevede un importo uguale per tutti: il valore dipende dalla valutazione sanitaria e sociale, dall'età, dall'ISEE sociosanitario e dalle risorse disponibili.

La distinzione che evita più errori: la Legge 162 non è un “bonus” da spendere liberamente. È un piano con interventi, periodo e modalità di gestione definiti; le spese devono essere coerenti con ciò che è stato approvato e documentate secondo le istruzioni dell'ente competente.

Art. 3, comma 3

È il requisito sanitario generale previsto per l'accesso.

50 + 50 punti

Fino a 50 dalla scheda salute e fino a 50 dalla scheda sociale.

Dal 1° maggio

I nuovi piani possono partire nel corso dell'anno, nei limiti delle risorse.

Che cos'è il Piano personalizzato L. 162/98

È uno degli interventi principali del Fondo regionale per la non autosufficienza della Sardegna. Serve a sostenere la persona con disabilità nella vita a domicilio, nell'autonomia e nell'inclusione sociale, riducendo anche il carico assistenziale che ricade sulla famiglia.

Il progetto nasce da una valutazione sanitaria e sociale. Non coincide quindi con la sola domanda amministrativa: il Comune, la persona interessata e chi la rappresenta definiscono gli obiettivi, i servizi, i tempi e la modalità di gestione.

La Regione ha confermato il programma per il 2026 e il 2027, mantenendo i criteri generali già vigenti e le integrazioni approvate nel 2023.

Chi può accedere e cosa cambia tra rinnovo e nuovo piano

Il requisito sanitario generale è il riconoscimento della condizione di disabilità grave previsto dall'art. 3, comma 3, della Legge 104/92. La richiesta si presenta al Comune di residenza secondo le modalità pubblicate dall'ente.

Piano già attivo

Continuità con aggiornamento annuale

I piani in essere al 31 dicembre 2025 proseguono nel 2026 e nel 2027, salvo rinuncia o decesso, con priorità di finanziamento. Il valore viene riparametrato con l'ISEE dell'anno.

Scheda salute e scheda sociale possono essere aggiornate, su richiesta o su proposta dell'ente, quando vi è una variazione significativa.

Prima richiesta

Nuovo piano nei limiti delle risorse

I nuovi piani possono essere avviati dal 1° maggio. L'ente locale li attiva nei limiti delle somme disponibili e seguendo l'ordine di presentazione delle domande.

Termini, portale e modulistica vanno verificati sul sito del proprio Comune o presso il servizio sociale competente.

La scadenza non va copiata da un altro Comune

Nel 2026 diversi Comuni hanno pubblicato calendari e procedure proprie. Per esempio, Cagliari usa una piattaforma online e distingue rinnovo con modifica e nuova istanza. Un altro Comune può richiedere moduli, canali o date diversi. La regola prudente è controllare l'avviso del Comune di residenza.

Come viene calcolato il punteggio

Il finanziamento non dipende dalla sola diagnosi. La valutazione arriva fino a 100 punti e mette insieme la situazione di salute e quella sociale.

50punti massimi dalla scheda salute

La parte sanitaria è compilata dal medico di medicina generale, dal pediatra o da altro medico della struttura pubblica o convenzionato che ha in cura la persona.

50punti massimi dalla scheda sociale

La parte sociale è predisposta dall'assistente sociale del Comune insieme alla persona interessata o a chi la rappresenta.

I 50 punti sociali sono composti da quattro aree:

Età · fino a 10 puntiCon una regola specifica per la disabilità congenita o insorta prima dei 35 anni.
Servizi già fruiti · fino a 15 puntiConta la media delle ore settimanali secondo i criteri regionali.
Carico assistenziale familiare · fino a 14 puntiConsidera il tempo di cura effettivamente sostenuto dalla famiglia.
Situazioni di disagio · fino a 11 puntiPer esempio persona sola, più persone con disabilità nel nucleo o particolari condizioni familiari.

Non basta quindi sommare informazioni in modo informale: servizi già presenti, ore di assistenza, permessi, composizione familiare e documentazione sanitaria incidono secondo regole precise. La qualità della ricostruzione sociale è decisiva per rappresentare il bisogno reale senza forzature.

Quanto può valere il piano

La tabella regionale collega la fascia di punteggio a un finanziamento massimo annuo, distinto tra persone con meno di 65 anni e persone con 65 anni o più.

Fascia di punteggioMeno di 65 anni65 anni o più
90–10014.000 €5.000 €
80–8913.000 €4.750 €
75–7911.500 €4.500 €
70–749.000 €3.750 €
64–696.000 €3.000 €
55–634.500 €2.250 €
48–543.000 €1.875 €
Meno di 482.000 €1.500 €

Questi importi non si sommano: ogni riga indica il massimale annuo della relativa fascia, prima della riduzione ISEE. Il finanziamento effettivo è definito nel piano approvato e resta soggetto alle risorse disponibili.

Quale ISEE serve e quanto riduce il massimale

Per i Piani personalizzati L. 162/98 si usa l'ISEE sociosanitario; è ammesso anche l'ISEE sociosanitario ristretto. L'indicatore non stabilisce il diritto sanitario, ma riduce in percentuale il massimale collegato al punteggio.

Fino a 9.000 €0%
9.001–12.000 €3%
12.001–14.000 €6%
14.001–17.000 €9%
17.001–19.000 €12%
19.001–21.000 €15%
21.001–32.000 €20%
32.001–45.000 €30%
45.001–60.000 €45%
60.001–80.000 €60%
Oltre 80.000 €80%

La riparametrizzazione annuale decorre dal 1° maggio. Per i rinnovi, il Comune indica entro quando e come comunicare l'ISEE aggiornato.

Se nella stessa famiglia ci sono più piani

Dal 2023 la cumulabilità dei finanziamenti per persone con disabilità appartenenti allo stesso nucleo familiare è ammessa fino al limite complessivo di 50.000 euro. Il Comune deve costruire gli interventi in modo coordinato rispetto ai bisogni delle persone del nucleo.

Quali interventi possono essere finanziati

Il piano non finanzia genericamente “l'assistenza”: deve indicare quali interventi servono, con quali obiettivi e in quali tempi. Le principali tipologie previste sono:

Assistenza personale o domiciliare

Supporto alla persona a casa, organizzato secondo la modalità approvata nel progetto.

Servizio educativo e socio-educativo

Interventi educativi collegati agli obiettivi di autonomia, partecipazione e qualità della vita.

Centri diurni

Accoglienza presso strutture autorizzate, limitatamente alla quota sociale prevista.

Soggiorni temporanei

Fino a 30 giorni nell'anno; per la quota sociale il finanziamento può arrivare a un massimo di 2.000 euro annui.

Attività sportive e socializzazione

Attività coerenti con il progetto individuale e realizzate sul territorio regionale.

Percorsi integrati di autonomia

Possibile integrazione con Dopo di noi, Vita indipendente e PNRR, previa valutazione e senza duplicare gli interventi.

Il sostegno socio-educativo e le attività sportive e di socializzazione sono stati estesi anche alle persone con 65 anni o più. La scelta concreta non dipende però dall'elenco astratto: deve essere coerente con la valutazione, gli obiettivi e il piano sottoscritto.

Gestione diretta, indiretta e impiego dei familiari

La disciplina regionale consente una gestione diretta o indiretta del progetto. Le modalità operative sono definite dall'ente locale e vanno lette nell'atto o nell'accordo relativo al proprio piano.

Gestione diretta

Il servizio viene organizzato dall'ente secondo le soluzioni e i soggetti previsti localmente. La famiglia utilizza le prestazioni concordate, senza ricevere il contributo per pagare direttamente il fornitore.

Gestione indiretta

La persona o chi la rappresenta organizza gli interventi autorizzati e presenta la documentazione delle spese al Comune. Se viene assunta una badante, al piano sociale si aggiungono gli obblighi del rapporto di lavoro.

Si può pagare un familiare con la Legge 162?

La regola generale esclude l'affidamento della gestione ai parenti conviventi e ai parenti indicati dall'art. 433 del Codice civile. La deliberazione del 2014 conserva soltanto precedenti situazioni eccezionali già autorizzate secondo una vecchia deroga: non è una possibilità generale per i nuovi piani.

Quando il bisogno principale è l'assistenza a domicilio, sono utili due approfondimenti distinti:

Domanda, documenti e controlli

Il Comune conserva la documentazione che giustifica valutazione, punteggio e progetto. La richiesta non si esaurisce quindi nel verbale della Legge 104.

Documenti da preparare e verificare

  • verbale che riconosce la condizione prevista dall'art. 3, comma 3, della Legge 104/92;
  • scheda salute compilata dal medico indicato dalla disciplina regionale;
  • informazioni e documenti necessari alla valutazione sociale;
  • ISEE sociosanitario dell'annualità richiesta, anche ristretto;
  • documenti di identità, delega o provvedimento dell'amministratore di sostegno, quando necessari;
  • modulistica specifica richiesta dal Comune di residenza.

Dopo l'approvazione, tutte le spese devono restare coerenti con gli interventi e il periodo del piano. I giustificativi sono consegnati al Comune, che controlla la realizzazione del progetto e la documentazione finanziaria.

Anche la distribuzione mensile conta: il finanziamento annuale è articolato per mensilità. Eventuali spostamenti tra mesi vanno concordati preventivamente con l'ente; le variazioni non concordate sono ammesse solo in via eccezionale per eventi imprevedibili e non programmabili.

Quando serve un accompagnamento professionale

Il punto non è soltanto compilare un modulo. Occorre ricostruire il bisogno, controllare che la documentazione sanitaria e sociale sia coerente, capire quale gestione sia sostenibile e, dopo l'approvazione, evitare che organizzazione del servizio e rendicontazione prendano strade diverse.

Un unico percorso tra Comune, ISEE e assistenza

Come assistente sociale libero professionista con patronato e CAF integrato nel mio studio, seguo le famiglie nella lettura dei requisiti, nella preparazione della pratica e nella gestione dei passaggi successivi. Se il piano finanzia un'assistente familiare, posso coordinare anche l'avvio e la gestione del rapporto di lavoro domestico.

Il servizio è disponibile da remoto in tutta la Sardegna e, quando possibile, in presenza nell'area di Cagliari, Quartu Sant'Elena e hinterland.

Fonti ufficiali consultate

Domande frequenti

Chi ha diritto al Piano personalizzato della Legge 162/98 in Sardegna?

Il requisito sanitario generale è il riconoscimento della condizione di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della Legge 104/92. La domanda si presenta al Comune di residenza, che svolge anche la valutazione sociale e definisce il progetto insieme alla persona interessata o a chi la rappresenta.

Quanto spetta con la Legge 162 in Sardegna?

Non esiste una cifra uguale per tutti. Il massimale annuo dipende dal punteggio sanitario e sociale e dall'età; viene poi ridotto in base all'ISEE sociosanitario. L'importo effettivo è quello indicato nel piano approvato, nei limiti delle risorse disponibili.

Quale ISEE serve per la Legge 162/98?

Serve l'ISEE sociosanitario; è ammesso anche l'ISEE sociosanitario ristretto. Per i piani in rinnovo il Comune comunica modalità e termine per l'aggiornamento annuale.

Il Piano L. 162/98 si rinnova automaticamente?

I piani in essere al 31 dicembre 2025 proseguono nel 2026 e nel 2027, salvo rinuncia o decesso, con priorità di finanziamento. Il valore viene però riparametrato ogni anno con l'ISEE; scheda salute e scheda sociale possono essere aggiornate in presenza di variazioni significative.

Con la Legge 162 si può assumere una badante?

Sì, quando l'assistenza personale o domiciliare è prevista dal piano approvato e la modalità di gestione lo consente. L'assunzione deve essere regolare e le spese devono rispettare periodo, importo e istruzioni del Comune. La guida dedicata spiega i passaggi successivi all'approvazione.

Un familiare può essere pagato con il Piano L. 162?

La regola generale esclude i parenti conviventi e quelli indicati dall'art. 433 del Codice civile. La DGR n. 3/23 del 2014 tutela solo vecchie situazioni eccezionali già specificamente autorizzate: non introduce una deroga generale per i nuovi piani.

Primo contatto

Il Piano deve corrispondere alla vita reale della persona

Se non sai come leggere requisiti, punteggio, ISEE o modalità di gestione, puoi descrivermi il caso: ti aiuto a individuare il passaggio giusto e i documenti da verificare.

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